Italia-Israele, tutte le opportunità della cooperazione: «Si può fare molto di più»

Articolo di Jacopo G. Belviso, per Il Messaggero, del 11/10/2018

 

Promuovere, affermare ed incrementare le relazioni economiche e culturali tra lo Stato di Israele e l’Italia. E’ questo uno dei tempi al centro del convegno “Innovazione e Start up – Le nuove imprese tra Italia e Israele” che si è tenuto a Roma. L’iniziativa è stata organizzata dalla Camera Nazionale per l’impresa Italia-Israele, un’organizzazione privata senza scopo di lucro nata proprio con l’obiettivo di sviluppare e favorire le relazioni tra i due stati e tra le loro imprese.

«In Israele ci sono 310 multinazionali che hanno aperto dei centri per la ricerca e per lo sviluppo – ha sottolineato Ofer Sachs, Ambasciatore d’Israele in Italia e presso la Repubblica di San Marino – e tra queste ci sono Intesa Sanpaolo ed Enel, ma vorremmo vedere più aziende italiane nel nostro Paese. Israele e l’Italia collaborano in vari settori dall’economia al commercio. Dagli Anni Ottanta il nostro Stato è divenuto leader nella spesa sulla ricerca e l’innovazione ed, infatti, oggi è considerato un hub in questo settore. Girando spesso l’Italia ho visto grandi opportunità di collaborazione ed è chiaro che non stiamo sfruttando abbastanza le potenzialità offerte dalla new economy. Per farlo bisogna individuare quali sono i settori in cui i due stati sono complementari, dando vita così ad una più stretta cooperazione. L’Italia si deve rendere conto che può diventare per Israele un ponte verso il mercato europeo».

«Israele rappresenta un isola felice ed è un ponte naturale verso L’Europa e l’Italia – ha evidenziato il presidente della Camera Nazionale per l’Impresa Italia Israele, Luca Felletti – e le aziende israeliane sono profondamente assetate di una sponda di mercato grazie ad un’efficiente tecnologia. La formula che vogliamo promuovere  è l’unione tra la tecnologia israeliana e il sistema industriale italiano. Un binomio che può funzionare non soltanto per il raggiungimento di obbiettivi a breve periodo ma anche per quelli di medio o lungo termine. Abbiamo bisogno di persone-ponte, che credano e valorizzino i giovani, che sono una risorsa importante per chi vuole investire e per tutte le imprese italiane. Ai giovani bisogna dire che oltre al testo su cui bisogna studiare, bisogna costruirsi un contesto, che deve essere riempito di sani principi. Oggi viviamo una fase in cui ciò che si richiede è una elevata competenza, strettamente collegata ad una grandissima attenzione per la competizione. Ma questa sarà utile soltanto se esisterà una forte cooperazione. E’ questo l’obiettivo della Camera, aiutare i nostri imprenditori a lavorare in maniera bidirezionale: fare business in Israele ed attrarre business in Italia».

Tra i presenti anche il Ministro plenipotenziario Fabrizio Nicoletti, che dal 2017 ricopre la funzione di Direttore centrale per la Ricerca e l’innovazione presso la Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Nel suo intervento è stato affrontato il tema degli scambi tra i due Paesi nell’ambito della ricerca scientifica, tecnologica ed industriale soffermandosi sulle azioni messe in campo dal Ministero degli Affari Esteri per intensificare i rapporti in tali settori. «L’accordo di cooperazione industriale tra Italia ed Israele firmato nel 2000 – spiega Nicoletti – e finanziato per parte italiana con 2,3 milioni di euro rappresenta uno degli strumenti che contribuisce maggiormente alla crescita dei rapporti bilaterali nel settore della ricerca scientifica e dell’innovazione industriale”.

Sul tema della cybersecurity l’ex Ministro degli Esteri e presidente di Cybaze, Giulio Terzi di Sant’Agata, ha sottolineato l’importanza strategica della partnership Italia-Israele: «Oggi Israele è il paese al quale l’Europa deve guardare per poter trarre vantaggio dall’indiscusso primato scientifico en tecnologico, soprattutto nell’ambito della cybersicurezza in cui ripagano molte sfida da affrontare. Grazie all’Accordo bilaterale, il nostro paese è riuscito a promuovere circa 200 progetti e svariare attività, anche nel quadro dei programmi Europei».